visto d'ingresso

Il visto d’ingresso e il permesso di soggiorno

L’Italia è un paese aperto, sempre pronto ad accogliere cittadini provenienti da qualunque parte del mondo e che lavora sodo perché questi ultimi possano essere integrati pienamente all’interno della comunità italiana. Ci sono tuttavia alcune regole importanti da rispettare per far sì che l’integrazione e la convivenza fra diverse culture sia serena e piacevole. Fra queste, rientrano alcune norme burocratiche per la regolamentazione dello straniero che si reca in Italia, sia per motivi di studio o lavoro, sia come semplice turista. Sono norme dettate in funzione della durata del soggiorno e del Paese di provenienza.

Ai fini dell’ingresso in Italia e della relativa normativa applicabile, la prima cosa importante da sapere è che l’Italia fa parte dell’Unione Europea – nei cui trattati è stato introdotto e sviluppato il principio di libera circolazione delle persone – e che ha aderito al Trattato di Schengen, avente ad oggetto la creazione di una zona territoriale – lo “spazio Schengen” – di libera circolazione all’interno della quale i controlli alle frontiere sono aboliti, salvo circostanze eccezionali. Regimi normativi differenziati di conseguenza si applicheranno in materia di immigrazione ai cittadini appartenenti ad uno degli Stati che ha sottoscritto gli accordi di Schengen e/o facente parte dell’Unione Europea (comunitari) da un lato e ai cittadini di uno stato che NON fa parte della zona Schengen e/o dell’Unione Europea (extracomunitari) dall’altro.

Cittadino comunitario

L’attuale normativa italiana (D.lgs 30/2007) distingue tra soggiorni di durata fino a tre mesi e soggiorni di durata superiore. Se si è cittadini comunitari e si desidera soggiornare in Italia per un periodo inferiore a 3 mesi, l’unica cosa di cui si ha bisogno è un documento di identità valido per l’espatrio.

Se il motivo del soggiorno italiano è prettamente turistico o di studio, all’arrivo in Italia, nel caso in cui si alloggi a casa di amici o in strutture non alberghiere, sarà sufficiente presentare in questura una dichiarazione di presenza entro 8 giorni dall’arrivo (clicca qui per scaricare il modulo da compilare). Per coloro che alloggiano invece presso strutture alberghiere è sufficiente firmare l’apposita scheda per alloggiati. Una copia di tale documento resta allo straniero come attestazione di adempimento dell’obbligo e va presentata ogni qualvolta richiesta da un pubblico ufficiale.

Diverso è se si desidera soggiornare in Italia per un periodo superiore a 3 mesi. In questo caso, infatti, è necessario richiedere la residenza, ovvero effettuare l’iscrizione anagrafica presso l’ufficio anagrafe del comune di dimora abituale, qualunque sia il motivo del soggiorno, entro tre mesi dall’ingresso in Italia.

Iscrizione all’anagrafe

Viene effettuata su richiesta presentata personalmente dall’interessato compilando l’apposito modulo di dichiarazione di residenza (scaricabile dal portale del comune in cui si effettua la richiesta), a cui va allegata la seguente documentazione:

  1. copia di un documento di riconoscimento valido;
  2. copia del codice fiscale
  3. dichiarazione di dimora abituale e stato civile;
  4. documenti che attestino l’attività lavorativa esercitata o il corso di studi frequentato;

e, in caso in cui manchi un’attività lavorativa documentata (punto 4), sarà necessario allegare:

  1. attestazione di disponibilità di risorse economiche sufficienti al soggiorno per sé e i propri famigliari;
  2. una polizza di assicurazione sanitaria

Per maggiori informazioni clicca qui.

Ai fini dell’iscrizione anagrafica, l’eventuale coniuge, sia i discendenti diretti di età inferiore ai 21 anni o a carico e quelli del coniuge del cittadino straniero avente diritto di soggiorno, che gli ascendenti diretti o a carico e quelli del coniuge che sono cittadini di uno Stato membro della UE devono presentare unitamente alla documentazione sopra indicata:

  1. un documento (in originale e in copia) che attesti la loro qualità di familiare diretto o a carico;
  2. un documento (con funzione di certificazione legalizzata) tradotto dall’Ambasciata italiana dello specifico Stato UE di provenienza che attesta i dati di stato civile e i rapporti di parentela.

Se si risiede in Italia in modo continuativo per più di 5 anni si acquisisce il diritto al soggiorno permanente sul territorio nazionale.

Cittadino extracomunitario

Se si è cittadini extracomunitari non provenienti da un Paese aderente al Trattato di Schengen si potrebbe aver bisogno del visto d’ingresso.

In base al Decreto MAE 11.5.2011 il visto può essere rilasciato per uno dei seguenti motivi: adozione, affari, cure mediche, diplomatico, gara sportiva, invito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi familiari, motivi religiosi, reingresso, residenza elettiva, ricerca, studio, transito aeroportuale, transito, trasporto, turismo, vacanze-lavoro, volontariato.

Esistono tre tipologie di visto:

  1. VISTO SCHENGEN UNIFORME (VSU): che ha validità su tutto il territorio Schengen e permette dunque al cittadino straniero di entrare nel territorio di un qualunque stato che sia parte di tale area. Questa tipologia di visto può a sua volta essere:
    1. TIPO A: transito aeroportuale
    2. TIPO C: (ex TIPO B) transito, soggiorni di breve durata, o di viaggio, fino a 90 giorni, con uno o più ingressi.
  1. VISTO A VALIDITA’ TERRITORIALE LIMITATA (VTL): che ha validità soltanto sul territorio dello Stato che ha emesso il visto e non consente la possibilità di accesso, neanche per solo transito, al territorio di altri Stati appartenenti all’area Schengen.
  1. VISTO PER SOGGIORNO DI LUNGA DURATA O VISTO NAZIONALE (VN): valido per soggiorni di oltre 90 giorni (TIPO D), con uno o più ingressi nel territorio dello Stato Schengen che ha rilasciato il visto. I titolari di questa tipologia di visto possono circolare liberamente sul territorio degli altri paesi appartenenti all’area Schengen per periodi non superiori a 90 giorni.

Se la durata del soggiorno è inferiore a 90 giorni, per alcuni paesi non è necessario il visto d’ingresso. Per sapere quali sono clicca qui.

Presentazione della domanda

La domanda di visto deve essere presentata per iscritto, attraverso l’apposito modulo che dovrà essere compilato e sottoscritto dallo straniero in ogni sua parte. Il richiedente deve presentarsi personalmente presso l’ente incaricato del rilascio del visto, così da poter essere ascoltato circa le motivazioni e le circostanze del soggiorno.

Alla domanda dovranno essere obbligatoriamente allegati:

–          una foto dello straniero richiedente formato tessera;
–          un documento di viaggio valido;
–          assicurazione sanitaria valida in Italia e nella zona Schengen (per sapere come ottenerla clicca il seguente link;
–          documentazione giustificativa (se richiesta).

Lo straniero deve inoltre indicare:

–          le finalità del viaggio;
–          i mezzi di trasporto di andata e ritorno (biglietti aerei, dei treni ecc);
–          le condizioni di alloggio;
–          i mezzi finanziari sufficienti al sostentamento durante il soggiorno (Fidejussione. Per sapere come ottenerla clicca il seguente link: ).

Una volta ricevuta e valutata tutta la documentazione necessaria e le informazioni ricevute durante l’intervista con il richiedente, si procede con l’effettuazione di tutti i controlli di sicurezza.

La domanda va presentata esclusivamente presso l’ambasciata o il consolato italiano presente nel paese di provenienza dello straniero richiedente, i quali sono gli enti incaricati del rilascio del visto. Non è consentito il rilascio o la proroga del visto allo straniero che si trovi già in Italia.

L’ingresso in Italia per motivi di turismo NON può essere prolungato oltre i 3 mesi, e trasformato in un soggiorno stabile: una volta scaduto il visto non è possibile chiedere un permesso di soggiorno, ma il cittadino straniero deve fare ritorno al suo paese di origine pena l’espulsione, a meno che non si abbiano i requisiti per la coesione familiare, oppure non venga dimostrato che il mancato ritorno in patria sia dipeso da gravidanze o gravi motivi di salute.

IL PERMESSO DI SOGGIORNO

Se si è un cittadino extracomunitario e si desidera soggiornare in Italia per un periodo superiore a 90 giorni, una volta ottenuto il VISTO NAZIONALE bisogna procurarsi il  PERMESSO DI SOGGIORNO, che avrà la stessa durata del visto, attraverso il quale è autorizzata la permanenza del cittadino straniero sul territorio italiano.

Se rilasciati per motivi di lavoro, essi possono avere validità di:

–          6 o 9 mesi nei casi di lavoro stagionale;
–          un anno se la motivazione è lo studio o formazione;
–          due anni per lavoro autonomo o subordinato a tempo indeterminato o per ricongiungimenti familiari.

La durata del permesso di soggiorno non rilasciato per motivi di lavoro è quella prevista dal visto d’ingresso.

Tale durata non può comunque essere:

–          superiore a tre mesi, per visite, affari e turismo;
–          superiore ad un anno, in relazione alla frequenza di un corso per studio o per formazione debitamente certificata; il permesso è tuttavia rinnovabile annualmente nel caso di corsi pluriennali;
–          superiore alle necessità specificatamente documentate, negli altri casi consentiti dalla legge.

Il permesso di soggiorno va richiesto presso la questura della provincia nella quale lo straniero intende soggiornare entro 8 giorni lavorativi dal suo ingresso in Italia. È un documento che contiene i dati anagrafici, l’immagine del volto e le impronte digitali del titolare, e viene rilasciato generalmente entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda, così come il rinnovo.

Le domande di rilascio e rinnovo di permesso di soggiorno per cittadini extracomunitari rientranti in determinate tipologie, (vedi link) dovranno essere presentate dall’interessato presso gli Uffici Postali abilitati utilizzando l’apposito kit a banda gialla disponibile presso tutti gli uffici postali, i Patronati e i Comuni abilitati.

Presentazione della domanda

La documentazione necessaria per presentare la domanda per la richiesta di soggiorno è:

–          il modulo di richiesta;
–          il passaporto o un documento di identità equivalente, con relativo visto di ingresso;
–          una copia del documento stesso;
–          4 foto formato tessera recenti;
–          Una marca da bollo del valore di 16,00 euro;
–          Versamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico;
–          La documentazione necessaria al tipo di permesso di soggiorno richiesto;
–   Il versamento di un contributo compreso tra 80,00 e 200,00 euro (per conoscere la somma esatta e il metodo di pagamento clicca il seguente link)

*il versamento del contributo NON è richiesto nei casi in cui:

– il permesso di soggiorno è rilasciato o rinnovato per asilo, per richiesta asilo, per protezione umanitaria, per protezione sussidiaria;
– lo straniero o l’apolide sono minori;
– l’ingresso è per ricevere cure mediche; la stessa esenzione si applica anche agli eventuali accompagnatori;
– è richiesto l’aggiornamento o la conversione del permesso di soggiorno in corso di validità.

La Questura può disporre un supplemento d’indagine e richiedere, in determinati casi, una integrazione della documentazione che sia idonea a precisare:

– il motivo per cui è richiesto il permesso di soggiorno;
– i mezzi di sussistenza per il periodo di permanenza in Italia.

Il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere richiesto alla questura competente per provincia di residenza 60 giorni prima della data di scadenza.

Per quanto riguarda la conversione del permesso già in possesso, questa può avvenire mediante la richiesta di nulla osta presso lo sportello unico per l’immigrazione della prefettura competente per territorio di residenza dello straniero e, successivamente, la richiesta di conversione presso la questura.

Tutti i documenti e le procedure qui descritte sono necessarie ai fini della regolare integrazione di uno straniero in Italia, sia esso comunitario che extracomunitario. Per ulteriori informazioni e chiarimenti si consiglia di consultare il sito della Polizia di Stato nell’apposita sezione “stranieri” o quello del Ministero degli Affari Esteri.

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